Come prendersi cura dei terrarium Blossomfiori - Blossomfiori
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Come prendersi cura dei terrarium Blossomfiori

Come prendersi cura dei terrarium Blossomfiori

Cos’è un terrario?

I terrari sono piccoli mondi vegetali sotto vetro, pezzi d’arredo viventi che sfruttano il ciclo dell’acqua per essere autonomi.

Questi piccoli ecosistemi perfettamente funzionanti sono in grado di sopravvivere con poche nebulizzazione d’acqua ogni 3 o 4 mesi.

Voi direte, ma come fanno le piantine a sopravvivere all’interno di un barattolo chiuso senza ricambio d’aria? La chiave sta nei loro processi chimici: Di giorno fanno la fotosintesi, ovvero utilizzano la luce del sole, l’acqua e l’anidride carbonica per produrre glucosio, fondamentale per le loro funzioni vitali, e ossigeno prodotto come scarto. Di notte invece in assenza di luce avviene la reazione contraria ovvero la respirazione cellulare che impiega l’ossigeno prodotto durante il giorno e parte del glucosio per produrre anidride carbonica e acqua sotto forma di vapore acqueo che successivamente condensa sulle pareti di vetro rendendosi di nuovo disponibile ad essere assorbito dalle radici della pianta.

Questo stupefacente “loop naturale” permette alle piccole piantine di vivere all’interno di barattoli chiusi necessitando di pochissime cure.

 

Di cosa ha bisogno il mio terrario per mantenersi in salute?

Esposizione

come prima cosa bisogna trovare un luogo che abbia la giusta quantità di luce. Il terrario essendo un ambiente chiuso non ama i raggi diretti del sole, sono troppo intensi e causerebbero un aumento repentino della temperatura al suo interno. Scegli per lui un luogo luminoso ma con luce naturale diffusa.

Temperatura

l’ideale sarebbe tenerlo dentro casa con una temperatura il più possibile constante che vada da un minimo di 15°C ad un massimo di 27°C.

Irrigazione

la frequenza delle bagnature per un terrario chiuso è molto bassa, indicativamente ogni 3 o 4 mesi. Tuttavia l’intervallo di tempo tra un’irrigazione e l’altra può essere molto variabile a causa delle condizioni atmosferiche che cambiano durante il corso dell’anno. Il miglior suggerimento che vi posso dare è di osservare il vostro terrario almeno una volta a settimana in modo da tenerlo monitorato. Un terrario in buone condizioni e con la giusta umidità al suo interno presenta una leggera condensa sul vetro, solitamente nella parte più in ombra, inoltre attraverso di esso si potrà osservare un terriccio di colore scuro e dall’aspetto umido. Di conseguenza quando non si nota la condensa sul vetro e il terriccio appare secco e di colore più chiaro sarà ora di bagnare. Il metodo ideale per farlo è utilizzare uno spruzzino con cui nebulizzare l’acqua all’interno e distribuirla uniformemente senza creare ristagni. Dopo aver bagnato è bene lasciare aperto il terrario per 24 ore, in questo modo l’umidita in eccesso potrà evaporare evitando il rischio di formazioni di muffe dannose.

Potature

se le condizioni del terrario sono favorevoli le piantine al suo interno cresceranno, ma cosa fare se crescono tanto da addossare rami e foglie al vetro del barattolo? Quando le foglie sono troppo attaccate al vetro entrano in contatto diretto con la condensa e a lungo andare rischiano di marcire. In questo caso è necessario effettuare una piccola potatura per ridimensionare le piantine utilizzando una piccola forbicina precedentemente disinfettata con alcool. In seguito alla potatura sarà necessario lasciare in terrario aperto per 24 ore in modo da permettere ai tagli di asciugarsi e cicatrizzare in modo adeguato.

Eccesso di condensa sul vetro, gocce che colano, cosa fare?

Può capitare che a causa del cambio di stagione o per errore il terrario venga esposto a sbalzi di temperatura oppure alla luce diretta del sole.

In questi casi l’umidità al suo interno potrebbe aumentare parecchio e il vetro si ricoprirebbe nella sua interezza con una fitta condensa e gocce che colano.

Niente panico! L’importante è intervenire tempestivamente aprendo il tappo, in questo modo sarà possibile il ricambio d’aria che asciugherà la condensa e riporterà l’umidità a livelli normali. Come seconda cosa dobbiamo assicurarci che il terrario sia in una posizione con l’esposizione e la temperatura più giusta per lui, in caso contrario andrà spostato. Fatto questo, dopo che l’eccesso di condensa si sarà asciugato possiamo richiudere il tappo.

Cosa fare se notiamo la formazione di muffe o marciumi?

Se si notano muffe o parti di piantina marcescenti bisogna aprire il tappo, eliminare tutte le parti danneggiate con una forbicina e trattare le parti sane rimaste con uno spry anti micotico. Fatto questo è necessario tenere per qualche giorno il tappo aperto in quanto l’umidità tipica dei terrari chiusi costituisce un’ambiente favorevole per la proliferazione di funghi.